Il mio racconto - Il bambino che salvò l’androide
Siamo nel 2119, a New York. Gli androidi stanno dominando il mondo, ma il sole ancora splende. Nel riflesso dei grattacieli si vedono macchine volanti e droidi che fluttuano nell’aria. Gli umani ormai sono pochi, stanno sparendo, giorno dopo giorno. Il viso dei bambini è spento, ma hanno speranza. Ai-Da, l’androide pittrice è celebre da queste parti, anche tra gli uomini. I suoi quadri attirano centinaia e centinaia di gente e robot. Riceve molti complimenti, ma sono di più gli insulti. Gli umani la definiscono “Inutile”, solo perché non semplifica la vita come tutti gli altri. Durante una mostra di opere, lei era lì seduta sulla sedia a firmare autografi per i bambini, ma i genitori non l’apprezzavano. Con i suoi capelli castani lucenti, il suo abito azzurro sorrideva, ma dentro di lei stava male. Si può pensare che Ai-Da sia un’androide comune, senza sapere che lei ha un cuore, anche se non come il nostro. Eccola, che scende d...
Che belloo:D
RispondiEliminaGrazie!
EliminaCiao Elena è molto bello brava
RispondiEliminaCiao Rebecca, grazie grazie:))
EliminaCiao Ele è davvero molto bello
RispondiEliminaCiao ross, grazie mille!
EliminaAnche a me piace il natale
RispondiEliminaChe bello!
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